Tecniche e Teorie

CONSIGLI AI DISTURBI PIU’ FREQUENTI

CRAMPI AI PIEDI
Sono un fenomeno molto diffuso tra le persone di tutte le età. L’utilizzo di una pallina da tennis sgonfia, è un rimedio molto semplice ma altrettanto efficace per rimediare a questo problema. Stando in piedi, posizionate la pallina tra il terzo ed il quarto metatarso (zona in cui il terzo ed il quarto dito si attaccano al piede) di un piede e rimanete semplicemente in posizione per un minuto. La stessa cosa la ripetete per l’altro piede. Eseguite l’esercizio in maniera alternata per cinque volte, due volte al giorno, per una decina di giorni. E’ un rimedio casalingo che in molti casi allevia il fastidio.

DOLORE AI TALLONI APPENA CI SI SVEGLIA AL MATTINO
Si presenta come un disturbo che poi spesso si allevia durante la giornata. Non è un vero dolore ma per i primi passi, appena ci si sveglia al mattino, è un vero fastidio, una “spina” nei talloni. Un po’ di perseveranza può essere sufficiente per rimediare a questo fastidio. Prendete una tavoletta alta 7-8 cm e mettetela sotto alla parte anteriore dei piedi (in modo che le punte siano sollevate da terra ed il peso del corpo sia maggiore sui talloni). Poi, dalla posizione in piedi, vi piegate in avanti come se doveste andare verso la punta dei piedi. Rimanete in posizione per 45” poi ritornate in posizione di partenza e recuperate un minuto. Eseguite l’esercizio per dieci volte, tre volte al giorno, per un mese circa.

MAL DI SCHIENA CHE SI PRESENTA QUANDO SI FANNO GLI ADDOMINALI
E’ un problema che si verifica di frequente tra le persone che fanno esercizi senza il consiglio di persone specializzate. In questo caso sarebbe appropriato rivolgersi al Dott. Gallerani in modo che egli stesso possa da subito valutare il problema e successivamente indicare alcuni esercizi idonei, senza che si verifichi più il fastidio.

MAL DI SCHIENA PER I PRIMI MINUTI DEL MATTINO
E’ un problema che interessa soprattutto gli uomini. Appena vi svegliate approfittatene per “stirarvi come i gatti”. Durante la notte, il corpo, soggetto a tensioni “connettivali”, va incontro a forze compressive che interessano il rachide in toto. Per questo motivo è necessario fare qualche movimento prima di affrontare la giornata. Sdraiati sul letto a pancia alta, portate una gamba al petto per 30” poi fate cambio. Successivamente portate entrambe le gambe al petto per altri 30”. Sedetevi sul bordo del letto con i piedi appoggiati a terra e piegatevi in avanti. Fatelo per 10” e ripetetelo cinque volte. Alzatevi in piedi e mettetevi di fronte al muro. A gambe divaricate, con la destra avanti leggermente piegata e la sinistra dietro, distesa, cercate di spingere il tallone sinistro contro il pavimento per 30” poi fate cambio. Per finire, vi mettete le mani ai fianchi con i pollici avanti e le dita rivolte verso la schiena e, vi estendete all’indietro senza avvertire dolore. Fatelo per 10” e ripetetelo cinque volte. Eseguite questi semplici esercizi fino a quando i primi minuti del mattino saranno meno dolenti.

MAL DI TESTA
Sicuramente è uno dei disturbi più frequenti e per questo motivo mi sembra doveroso fornire qualche elemento perché possa essere alleviato. Sdraiatevi supini (a pancia alta) a terra, mettete un cuscino sul collo in modo che ve lo sorregga (come se lo voleste cullare) e cominciate a respirare lentamente, inspirando dal naso ed espirando a bocca aperta (senza alcuna forzatura). Eseguite questo lavoro per cinque minuti prima di cena.

EPICONDILITE
E’ una tendinite cronica, forse il disturbo più comune che riguarda l’arto superiore, in special modo il gomito. Per alleviare il fastidio, almeno per permettervi di lavorare, potete fare un esercizio a casa. In piedi, perpendicolari al muro, con il braccio dolente lungo il fianco. Portate il braccio in fuori fino ad arrivare all’altezza della spalla. A questo punto, alzate le dita della mano verso il soffitto, così da trovarvi con il palmo della mano rivolto verso il muro. L’ obiettivo è quello di mettere in tensione in braccio, dalla mano fino all’ascella, mantenendo la spalla rilassata. Rimanete in posizione per 30” poi ritornate in posizione di partenza e recuperate un minuto. Eseguite l’esercizio per 5 volte, tre volte al giorno, per quindici giorni circa.

 

GLOSSARIO DEI TERMINI PIU’ USATI E CORRISPONDENZE NEL LINGUAGGIO SCIENTIFICO

Si elencano di seguito una serie di parole usate impropriamente per esprimere un determinato dolore o un’ area dolente del corpo

Spina dorsale: termine improprio per indicare in termini medici il rachide.

Mal di schiena: è un terminologia approssimativa in quanto non indica il punto del dolore. Il rachide è costituito da tre curve principali e due secondarie. Le tre principali sono: una lordosi cervicale, una cifosi dorsale ed una lordosi lombare. Le due curve secondarie sono: una cifosi occipitale ed una cifosi sacrale. Il dolore sarà quindi legato alla zona coinvolta ad esempio: “ho male alla zona lombare”, “ho un dolore diffuso nella zona dorsale”, “ho male nella zona cervicale”.

Colpo della strega: termine comune che indica un forte e improvviso dolore nella zona del fondo schiena; in termini medico-scientifici si traduce in un dolore acuto nella zona lombare o sacro-lombare.

Male allo sciatico: terminologia impropria che si riferisce ad un dolore che coinvolge anche la gamba. Ilnervo Ischiatico deriva dalle due ultime vertebre lombari e dalle prime tre sacrali poi decorre all’interno della piccola pelvi e curva in direzione laterale al di sotto del muscolo grande gluteo per entrare nella coscia. Successivamente, all’altezza del cavo popliteo si divide nei sui due rami terminali: nervo tibiale e nervo peroneo comune. L’irritazione di questa radice nervosa provoca un dolore diffuso nella parte posteriore della gamba, dal gluteo al piede.

Male al collo: con queste parole molto semplici, il paziente sottolinea il dolore nella zona cervicale.

Male alle spalle: con questo termine, spesso rientrano anche i problemi riferiti alle scapole. Il dolore alle spalle invece è solo localizzato nella zona in cui le braccia si attaccano al tronco. Il dolore alle scapole è posteriore, è nella zona dorsale della colonna.

Mal di testao cefalee. In questa categoria rientrano una miriade di dolori. Il mal di testa può dare una sensazione di testa pesante, piena, gonfia oppure può essere accompagnato da nausea, da vertigini o da entrambe le cose. Al mal di testa possono essere associati altri sintomi ancora come ad esempio pesantezza e dolore agli occhisinusitisenso di smarrimento etc.. E’ importante spiegare all’osteopata come si vive quel “mal di testa”, quanto è frequente, quali sono i rimedi che attenuano il dolore, da quanto tempo vi perseguita.

Emicrania: spesso si usa questo termine per definire il mal di testa precedentemente descritto.Emicrania significa dolore prevalente in una “metà del cranio”. La classica emicrania viene descritta dal paziente come “un dolore che va dalla nuca fino all’occhio dx, ad esempio” così forte che deve sdraiarsi a letto, al buio possibilmente.

Artrite cervicale: spesso vengono usate queste parole impropriamente. I pazienti parlano di artrite cervicale ma intendono dire semplicemente che hanno male nella zona del rachide cervicaleL’artriteè una patologia infiammatoria ed è riscontrabile solo attraverso alcuni esami specifici.

Male alla cervicale: è da interpretare come dolore nella zona del rachide cervicale, come dolore al collo.

Strappo alla schiena: termine improprio che i pazienti usano per riferirci un dolore acuto, spesso riferito alla zona lombare. Uno strappo è una lesione, una rottura, un’ interruzione delle fibre muscolari. E’ visibile ecograficamente.

Storta alla caviglia: semplice espressione che ci riferiscono i pazienti. Correttamente, nel linguaggio medico-scientifico, si parla di distorsione di caviglia.

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