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Episodio 8 – La Bionda

 

“Ascolta, ho visto le cose che scrivi e dici sui social, ho anche parlato con una mia amica che è venuta da te ed è stata molto contenta. Ma dimmi, io ho un mal di schiena che non resisto, mi metti a posto o no?”
Questo è l’inizio di una telefonata che ho ricevuto in studio, una donna sconosciuta, che mi parla proprio con questo tono incazzato, e deciso!!! Sembrava, avete presente quei cani piccoli che abbaiano sempre e sono così fastidiosi?
Ovviamente questa storia non poteva che rimanermi nel cuore, il suo inizio esplosivo l’aveva già resa indimenticabile.

 

 

 

Leggi il testo completo dell’episodio:

 

LA BIONDA


“Ascolta, ho visto le cose che scrivi e dici sui social, ho anche parlato con una mia amica che è venuta da te ed è stata molto contenta. Ma dimmi, io ho un mal di schiena che non resisto, mi metti a posto o no?”
Questo è l’inizio di una telefonata che ho ricevuto in studio, una donna sconosciuta, che mi parla proprio con questo tono incazzato, e deciso!!! Sembrava, avete presente quei cani piccoli che abbaiano sempre e sono così fastidiosi?
Ovviamente questa storia non poteva che rimanermi nel cuore, il suo inizio esplosivo l’aveva già resa indimenticabile.
Ma ritorniamo alla telefonata. Io le dico: “Ti capisco, sento che sei arrabbiata perché hai dolore”.
E lei “Siiii ho tanto dolore e sono proprio incazzata! ma mi sistemi o no???” Incalza
Io rispondo che non posso garantire il successo del lavoro che si farà insieme. Non Posso. Quello che mi sento di dirti è che se vieni qua do il meglio di me e vediamo cosa succede.
“Va bene ho capito fammici pensare e domani ti chiamo .”
La telefonata finisce li. Io sono ancora stupito perché è iniziato tutto con una grandissima energia enfasi e incazzatura, tutto insieme come un mix esplosivo.
Il giorno dopo lei mi richiama, e mi parla con un altro tono di voce. Mi dice che ha ripensato alla telefonata con me del giorno prima e che le sono sembrato sincero e decide di provare.
Quando arriva in studio, questa 50enne, bionda ossigenata, una bella donna, in forma, con un’energia da spaccare le pietre si siede in studio, un po’ di traverso con le gambe accavallate come con un’aria di sfida, e inizia a parlare,  ad abbaiare direi…

Iniziano le lamentele…..sul mal di schiena, sull’avere male dappertutto; dice di essere stata già operata due volte di ernia, che le è stata diagnosticata la fibromialgia ; lamenta dolore ai glutei, alle anche, dal dolore non può andare a lavorare. A causa di tutto questo inizia ad accusare una sorta di depressione, non sa più che fare davanti a questo dolore che ormai è permanente.
In più dice rivolgendosi a me “ mi fanno incazzare le persone come te che lì di fronte stanno zitte, e non dicono nulla. “
Io rimango in silenzio, sto al gioco, quasi quasi mi scappa da ridere

Appena posso parlare le dico: ma a casa tua , la smetti di fare l’uomo? Perché tu comandi e naturalmente ti sei stancata di portare avanti questa posizione di comando e vorresti che qualcuno lo facesse giustamente al posto tuo.
Lei mi guarda: il tono di voce decisamente già diverso , si calma e dice: “è vero…come fai a saperlo?”
L’ho capito perché sei incazzata nera, si capisce che hai sulle spalle e in mano tante situazioni della tua vita. Dalle tue parole capisco che ami l’uomo con cui stai, ma percepisco che sei arrabbiata perché fa fare tutto a te.  O meglio. Tu vuoi fare tutto.
Il dialogo si fa interessante dopo questa prima provocazione. E inizio quindi ad ascoltarla nel suo dolore.
L’anamnesi è questa: dolore a schiena e glutei livello 10, non ha sensibilità fino alle prime due dita dei piedi, dolore costante al lavoro, infatti rimane a casa perché invalidante. Da ferma invece è livello 5 per farvi capire. Di notte non riesce a dormire, questo malessere l’ha portata verso uno stato di depressione e sono circa 5 anni che prende farmaci molto pesanti. Farmaci per il dolore e anche per l’umore. Durante la notte ha incubi.
Questo è il suo quadro.

A 40 anni le hanno parlato di fibromialgia, e da quando ha 14 anni soffre di mal di testa. Tutto questo durante il periodo del ciclo mestruale aumenta in modo esponenziale.
Il ciclo rappresenta il sentirsi donna. I dolori mestruali significano che la femminilità è vissuta male, come un dolore, come qualcosa di sbagliato.
Tra i 13/14 anni inizia il mal di testa. Intorno ai 30 anni i primi dolori dove sente la sensazione di sentirsi “inchiodata”. Con la prima gravidanza arriva la botta finale. Fibromialgia e dai 43 anni peggioramenti di mal di schiena; interventi chirurgici tra i 45/50.

Il quadro è molto importante, ma cosa c’è dietro a tutto questo?
Inizio dalla cicatrice lombare, molto grande, con aderenze, che ovviamente le provocavano dolori a livello del relativo metamero e anche sui glutei, sulle cosce fino alle dita dei piedi.
Notavo il respiro disarmonico, molto corto che le portava stati d’ansia e di tensione h 24.
Anche i tessuti avevano subito una alterazione a causa del respiro bloccato, portando tanta rigidità sul collo, che naturalmente provocava i mal di testa. Inoltre, una grandissima intossicazione dovuta a farmaci e una alimentazione che doveva compensare questi grandi vuoti che lei stava vivendo.

Agendo più da uomo che da donna, la sua femminilità veniva compromessa, vi ricordate i dolori riferiti al ciclo? La rabbia alterava il suo stato d’animo e le provocava un grande stato di infiammazione e dolori pazzeschi.
Come agire?
Come dicevo, inizio a trattare la cicatrice e serviranno circa 8/10 trattamenti .
Poi in successione, zona lombare per distendere le contratture, un lavoro con manovre delicate sulla cervicale e infine intervengo sulla respirazione.
Come ho lavorato sulla respirazione? Immaginate una pentola a pressione, dovevo assolutamente farla sfiatare. Creare un colpo di scena. Far smettere di lavorare questa vaporiera. Dovevo far calmare il tutto. Abbassare la sua energia sempre a palla, creando un tono più stabile e quindi meno fuori giri.

La respirazione è stato un grande canale perché ha fatto sì che ritrovasse equilibrio e attraverso l’ossigenazione dei tessuti , gli stessi andassero verso la distensione e conseguentemente verso la guarigione, non più di infiammazione.
L’obiettivo era togliere lo stato di ossidazione generale.
Insieme a tutto questo ho aggiunto qualche consiglio su cibi da evitare; l’ho indirizzata per un breve periodo ad adottare un’alimentazione prevalentemente alcalina.
Importante quindi ridurre l’infiammazione anche attraverso l’alimentazione.

Quindi il mio intervento è stato :
Sulle cicatrici
Sulle zone dove c’erano stati gli interventi, zona lombare e cervicale
Un grande lavoro sul respiro e sull’alimentazione

Ma la cosa più bella in tutto questo percorso , rimane la parte emozionale. Se mi seguite da un po’, sapete che è un aspetto che non trascuro mai, anzi cerco sempre di prestare loro grande ascolto e trovare le connessioni fisiche e mentali.
Ricostruendo la storia quindi capisco che in realtà la depressione è vecchissima , risale all’età di 13 anni circa, quindi un’età molto delicata e difficile dove grandi sensi di colpa si erano trasformati in un’arma contro se stessa. Un’arma sempre pronta ad esplodere, da li origina il mal di testa.
Oltre a questo, c’era anche una fortissima rabbia nei confronti della sua mamma; la giudicava come donna fondamentalmente nulla nei confronti del padre. In questo non l’ha mai imitata, ma ha voluto lei  dirigere la sua famiglia, pagandone però un caro prezzo.
Perché non era un controllo dettato dall’Amore bensì dal desiderio di rivalsa e ribellione nei confronti della madre. Una ribellione usata non al positivo, perché ha innescato dolori e malesseri a catena.
La rabbia era il motore dei suoi malesseri.
Come vi ho già raccontato più volte, uso molto anche la scrittura come terapia, perché consente di liberare tutto il sentito negativo che portiamo dentro anche da tanto tempo. Così lei ha messo nero su bianco tutto il giudizio verso la madre e anche verso il padre per il suo essere troppo duro, troppo capo e comandante. Avete capito perché si è trovata con un marito da comandare?
Questo lavoro le ha permesso di alleggerirsi dai sensi di colpa e dalla rabbia; ha iniziato un dialogo positivo e propositivo nei confronti del marito. Con amore, ha espresso quindi il desiderio di poter essere donna e prendere decisioni certo, ma in maniera meno faticosa, ristabilendo così l’equilibrio dei ruoli uomo – donna., più armonica, insomma, ha smesso di abbaiare. E’ diventata una “cucciola adorabile”.

Questo atteggiamento l’ha resa quindi più morbida più femminile meno rabbiosa ,più dolce, ancora più bella. Quindi un’armonia ristabilita che nella coppia si è trasformata in uno scambio, non più in una guerra di forza.
In circa tre mesi , grazie anche al supporto e consiglio di alcuni medici che l’hanno seguita, i farmaci sono stati ridotti.

Un bel risultato direi.
Mi piace definire questa paziente, la “ pazza bionda” con la quale c’è stato un dialogo vero, profondo, sincero a tratti animalesco. E’ anche grazie a questa sintonia di linguaggio e apertura che si è instaurato un rapporto di fiducia reciproco, che ha portato a risultati veramente incredibili.
Il mal di testa era diventato un ricordo, il dolore lombare le permetteva di condurre la sua vita, camminare andare in bicicletta, al lavoro. La fibromialgia che la torturava, si era placata, grazie anche ad una alimentazione più idonea .
In tre mesi si è compiuta una magia.

L’insegnamento di questa storia è semplice:
La rabbia si placa con l’ascolto
Già dal primo dialogo si è sentita accolta e compresa

Essere fuori ruolo nella vita ti fa soffrire e il corpo lo manifesta con forti dolori
Quando nasci hai due compiti importantissimi che definirei SALVAVITA
1. Ama i tuoi genitori perché sono la tua Linfa Vitale. Se tu fossi albero, inquineresti le tue stesse radici?
2. Prendi il meglio da loro, migliorati e sii la loro evoluzione

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