Daniele Gallerani Podcast

Storie straordinarie raccontate da un osteopata
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Episodio 3 – Il viaggio di Giorgia

 

In auto, tornando dalla Puglia, ricevo una telefonata. E’ Giorgia, quasi completamente bloccata con la schiena. Il viaggio inizia per entrambi. Io inizio a parlare, Giorgia è pronta ad accettare la sfida. Durante questo episodio racconto cosa ha scatenato il mal di schiena invalidante, e come insieme abbiamo trovato le soluzioni giuste.

 

 

Leggi il testo completo dell’episodio:

 

IL VIAGGIO DI GIORGIA

 

La storia che sto per raccontare è veramente incredibile, è l’ estate del 2020, sono in macchina e sto tornando dalla Puglia con mia moglie Carlotta. Squilla il telefono, il  numero che appare non è in memoria, rispondo. E’ una voce femminile  e  mi dice: “una persona mi ha parlato di te e vorrei venire in studio perché mi sono bloccata con la schiena”. Le rispondo: “ In  questo momento non riesco  ma se vuoi faccio un lavoro a distanza al telefono, ora, mentre viaggio in macchina”.

Naturalmente questo non l’ho mai fatto, ma sento che è giusto farlo.

La mia mente si è proiettata subito a non pensare alla distanza, alla non presenza, ho pensato di farlo e basta, usando quel tempo in auto. Nulla era un problema, tanto avevo sei ore di macchina.

Lei  mi dice: “Va bene anche se  non so neanche che cosa mi stai dicendo, ma accetto, ok” .

La sua fiducia smisurata ha fatto si che la magia potesse accadere!

Succede, a questo punto, una cosa molto particolare.

Inizia raccontando  che si  è quasi completamente  bloccata con la schiena, può solo rimanere sdraiata a terra, ferma,  per trovare un po’ di sollievo. Quindi, immaginatevi la situazione.

Io le faccio qualche domanda, inizio a pensare a  quello che è possibile per me fare a distanza, perché naturalmente io lavoro con le mani quindi devo inventarmi un altro modo. Le mie mani sono solite appoggiarsi sul corpo di una persona e ascoltano quel corpo, perché quel corpo ha qualcosa da dire e a quel punto le mani agiscono e trovano la soluzione. Ma stavolta questo non è possibile, perché sono distante e allora decido comunque di ascoltare quelle parole, di metterle insieme all’esperienza raccolta negli anni dalle mie mani e creo quella magia…l’unione parole e mani.

Questa è una avventura meravigliosa, una nuova avventura. Una nuova scommessa.

So per principio che dietro ad ogni effetto c’è sempre una causa e facendo domande arrivo al momento in cui capisco che tutto quello che lei sta vivendo ora è frutto di una emozione che la sta veramente schiacciando.  L’emozione che letteralmente  la schiaccia è il suo enorme senso di responsabilità che porta a casa, in famiglia: nei confronti del figlio e anche verso il padre.  A questo si aggiunge un enorme senso di insoddisfazione e quindi ancora più responsabilità, nel mondo del lavoro. Responsabilità più  responsabilità più responsabilità = TANTA RESPONSABILITA’..  che le causa un enorme problema di dolore alla schiena nella parte bassa, quella lombare.

Parlando  capisco queste cose, così decido di farle  scrivere il suo malessere di quel momento su carta, semplicemente come una lettera. Dovete sapere che questo è un metodo che per esempio utilizzavo da ragazzino quando non mi sentivo bene; quando  mi sentivo ispirato scrivevo o poesie o tante lettere (magari degli aforismi personali) e così facendo mi aiutavo a svuotare il sacco, ad alleggerirmi, a prendere coscienza di quello che accadeva mettendolo nero su bianco. Quelle parole le scrivevo sulla carta e quindi quel sentito che avevo dentro lo trasformavo in qualcosa di concreto e tangibile. Parole che diventavano concrete.

Scrivevo e il malessere fluiva sulla carta. Era una cosa che facevo d’istinto. Ho saputo poi negli anni successivi che questo metodo ha un nome, psicomagia, inventato da Alexander Jodoroski  e adottato da tante altre persone legate al mondo della salute, della medicina alternativa e per così dire esoterica. Ma andiamo avanti.

Siamo rimasti a questa donna che mette nero su bianco questo suo disagio e rimaniamo di sentirci  per aggiornamenti  l’indomani…e la giornata scorre. Un giorno è passato e  lei mi dice:  “Guarda devo dirti Daniele che se prima ero bloccata al 100% adesso sono bloccata ad un 60%, quindi un 40% guadagnato e questo mi permette di muovermi e posso fare le mie cose, con molta cautela, ma almeno sono uscita dalla zona rossa.”

Beh questo è un grandissimo risultato, a distanza, in macchina; pensate a un terapista che è abituato ad agire con le sue mani sul corpo delle persone per ottenere un risultato. Io qui sto parlando di ottenere risultati a distanza, semplicemente con le parole senza l’utilizzo delle mani. Quelle potenti antenne di cui mi sono sempre servito.

A quel punto mi chiede “ guarda adesso che sei arrivato a casa  possiamo vederci?”. Così prenotiamo una vera seduta, di persona. Dal vivo posso analizzare il suo corpo,  le faccio diversi test, posturale, di mobilità, kinesiologici e tutte le valutazioni  che fanno parte delle mie competenze  e…. qual è la valutazione generale? A cosa si arriva?

1. Il suo disagio è legato all’intestino.

Questo intestino diciamo in termini di simbologia è legato al denaro. Scusatemi il francesismo, ma: la merda = concime = denaro in quanto il concime aumenta la produzione e quindi lei vive questo senso di responsabilità, come vi dicevo.

2. Responsabilità legata al denaro.

Sul lavoro, perché non si sente corrisposta, non si sente retribuita equamente e avverte troppe responsabilità addosso.

Stai molto attento a quello che ti sto per raccontare in questo momento. Siamo nel fulcro della storia.

Responsabilità nei confronti del figlio,  perché non sentendosi appagata economicamente ha paura di non dargli tutto quello che è necessario; e infine, elemento fondamentale, senso di responsabilità nei confronti del padre, che si trova in un momento della sua vita, a 50 anni passati, a chiederle soldi, in continuazione, come se fosse una gettoniera. Capisco tutta questa dinamica e le dico di mangiare in un certo modo, di affidarsi a un medico che la possa guidare verso un’alimentazione più corretta perché è intossicata da quel punto di vista. Le faccio un trattamento manuale attraverso dei punti di pressione che fanno parte del mio metodo di lavoro. Quindi procedo con delle pressioni sul corpo, che  vanno a richiamare sangue in quelle zone e quel sangue va a Sfiammare la parte coinvolta . Naturalmente poi le faccio fare degli esercizi in postura perché una volta creato questo meccanismo di guarigione, mettendola in postura corretta,  il corpo ritrova un nuovo allineamento, un nuovo assetto. Perché quell’assetto è stato modificato dal dolore.

La metafora è un po’ questa: immagina ad esempio che la tua  macchina perda la convergenza, quindi con il volante storto vai avanti dritto; vai dal gommista che provvede a sistemare ed ecco che con il nuovo assetto, torni ad andare avanti ma stavolta col volante dritto.

Questa è la metafora del mio lavoro.  RIMETTERTI IN ASSETTO!!

3. Ma la cosa interessante è l’ultimo anello (ultimo non certo per importanza): quello emotivo/energetico.

Capisco che ha un vuoto al quarto chakra, quello che si trova a livello del petto, del cuore e dei polmoni. Questo chakra parla quindi di un profondo vuoto che lei ha nei confronti del suo papà, verso cui  ha tanto odio e tanta rabbia: infatti nel caso che vi sto raccontando, lei  è focalizzata completamente sul fatto che  deve mantenere il padre, sentendo che non è giusto. E questo le fa  vivere un forte senso di ingiustizia,  di rabbia,  rancore. Arrivati a questo punto, dopo il dialogo, dopo il lavoro manuale, dopo aver migliorato l’alimentazione, dico:

“Tesoro dovresti scrivere: ricordi come ti ho fatto fare in macchina quel giorno?” Il tono di questo dialogo era dolce. “Puoi scrivere tutto quello che pensi di tuo padre, tutto il negativo, devi vuotare il sacco di tutti gli aspetti negativi, di quello che pensi, credi sia giusto e ingiusto; tutto quello che ha sbagliato tuo padre.”

Devi scrivere  e continuare fino a quando non raggiungi  un grande senso di sollievo.

Con questi toni così dolci si è creata una atmosfera molto delicata e continuo: “Hai capito ?”.

E  lei mi dice: ”Certo, diciamo che è più fiducia nei tuoi confronti che comprensione. In poche parole, non ho capito niente ma mi fido, sento che è giusto.”

“Il prossimo step , arriverà nel momento in cui nei confronti del papà ti sentirai bene, allora gli potrai  parlare attraverso  un grande dialogo”.

Attenzione qui, attenzione a questo dialogo: “Gli dirai  che l’hai capito, che l’hai giudicato tanto, che hai pensato che fosse un padre di “merda”,  scusami delle parole, e che fosse un buono a nulla ,un incapace un incompetente. In quel momento  gli chiederai  scusa aggiungendo  che però tu ora hai delle regole, ovvero che se lui  vuole spendere dei soldi e te li chiede ingiustamente, il dialogo sarà: “ho capito il tuo momento di difficoltà, io sono disponibile ad aiutarti ma…. alle mie condizioni questa volta”.

“Tutto questo tradotto è che non sei più effetto di un papà che vuole soldi ma decidi tu di aiutarlo  per un momento particolare della vita. Hai capito bene?” E mi dice: “sì,  ma mi fa incazzare”…”allora non è ancora giusto,  parla con lui dicendo tutto quello che pensi e quello che credi. Per esempio  se devi pagargli l’assicurazione della macchina gli dici: papà  io ti pago l’assicurazione della macchina,  va bene. Ma non  ti pago una cena fuori perché se vuoi una cena fuori vai e trova il modo di guadagnartela. Questo è il senso, questo è il dialogo. Poi lascia che lui faccia le sue scelte, nel suo fallimento.”

Le dico anche :” ricordati una cosa importante, fai questo con tuo papà e vedrai che tra i sei e i nove mesi a partire da oggi  avrai una grande novità nel lavoro”.  Vedrai. Lei esce dallo studio, mi guarda e dice

“lo faccio eh!”

“Certo fallo pure, per quello che ti costa….fallo!”

Dopo un mese la rivedo mi dice che con la schiena sta bene , che diverse cose migliorano nella sua vita, ma è appena l’inizio. Passa il tempo, io mi dimentico di lei e all’ottavo mese circa dal primo incontro ricevo una telefonata. E’ Giorgia che mi dice  “Daniele devo venire lì e parlarti di persona”.

Ci vediamo e mi dice: “ è incredibile proprio qualche giorno fa al lavoro hanno licenziato il capo che non mi poteva vedere, che non mi premiava. Non si sa perché l’hanno licenziato, essendo tra l’altro  un dirigente. Fatto sta, che è stato sostituito da una persona che mi vuole bene,  un amico,  e questo amico mi ha promosso all’interno del suo team. Io non so come tu facessi a saperlo ma è accaduto l’incredibile e io ho creduto in te”.

Questa è la storia di una persona che aveva un grande vuoto, un grande disagio, un grande malessere ed è finito tutto bene.

Ricapitolando lei aveva un grosso dolore lombare causato da più fattori:

  1. disequilibrio sul piano intestinale dovuto ad un’alimentazione scorretta e ad un rapporto negativo col denaro
  2. Funzione alterata del diaframma dovuta ad una rabbia accumulata negli anni
  3. Zona lombare bloccata a causa di più fattori
  4. Cervicale bloccata a causa di traumi pregressi

 

E …. Un forte senso di responsabilità che faceva da collante a tutto il suo disagio.

Responsabilità nei confronti del lavoro, del padre,  del figlio. Quando lei ha risolto  tutto il suo disagio e malessere nei confronti del papà,  piano piano la vita l’ha premiata. L’ha premiata come? Attraverso l’amore del padre che anziché chiedere solamente soldi a lei a distanza di 5/6   mesi ha iniziato a desiderare di lavorare, ha iniziato ad aiutarla  e ha completamente ribaltato una cosa:  ha smesso di guardare suo padre col giudizio. Ha iniziato a guardare la SUA  vita e non a quella di suo padre e quindi il suo chakra del cuore, a  livello del petto si è aperto energeticamente: questo vuol dire che è andata verso l’amore attraverso il cuore attraverso  la libertà e attraverso il respiro. Quindi POLMONI/CUORE.  E’ bello sapere che dietro a un lavoro di corpo,  manuale, dietro a questo lavoro quasi artigianale , c’è anche un vissuto, un’emozione, che permea in tutta la vita delle persone . Questo è uno dei casi incredibili che ho trattato e quindi che parla del quarto chakra, del cuore dell’amore e del senso della responsabilità. Davvero una storia meravigliosa ; questo modo di lavorare  non è un lavoro ma è qualcosa di magico.

L’INSEGNAMENTO DI QUESTA STORIA E’ SEMPLICE

Cambiare richiede coraggio.

Lei ha smesso di essere la madre di suo padre per divenire la figlia che ama il padre.

Si è liberata del giudizio e del senso di responsabilità così profondo che la schiacciava.

Sentire ciò che è giusto premia di più che capire ad ogni costo

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